Nessuna scatola nera. Ogni piano nasce da dati misurati, regole di programmazione verificabili e controlli di sicurezza automatici. Qui trovi esattamente come lo costruiamo.
1. Dati reali, non stime
Sincronizziamo le tue attività (Strava, quindi Garmin, Suunto, Coros, Polar) e ricaviamo soglie oggettive: VDOT dai tuoi tempi, LTHR e zone dalla frequenza cardiaca, passi reali su distanze reali. Nessun numero inventato dall'AI.
2. Carico misurato: ACWR e monotonia
Ogni settimana calcoliamo carico acuto (7 gg) contro carico cronico (28 gg) e la monotonia con il metodo Foster. Se il rapporto esce dalla finestra 0,8-1,3 o il volume sale oltre il +30%, il piano si adatta prima che l'infortunio arrivi.
3. Forza e mobilità integrate
1-3 sedute di forza e una routine di mobilità sono generate insieme al piano di corsa, da una libreria chiusa di esercizi verificati con cue tecnici e controindicazioni per infortunio. Mai forza pesante nelle 24 h prima di un lungo, mai pliometria a meno di 6 settimane dalla gara.
4. Nutrizione dentro l'allenamento
Il modulo Trail Fuel collega la nutrizione quotidiana al carico: carboidrati e proteine seguono il tipo di seduta, il fueling gara è calcolato su durata, dislivello e meteo previsto.
5. Controlli di sicurezza automatici
Ogni piano generato passa da un validatore: progressione settimanale massima, giorni di recupero obbligatori, coerenza con infortuni e patologie dichiarate. Se una regola è violata, il piano viene rigenerato — non pubblicato.
6. Direzione medica e coach certificati
Le aree cliniche (metabolismo, sindromi metaboliche, anamnesi) sono sotto la responsabilità della direzione medica. Chi vuole, può farsi seguire da un coach certificato reale che vede gli stessi dati e commenta ogni sessione.
Chi c'è dietro
Direzione medica, staff certificato e coach reali: il metodo è firmato da persone, non solo da un algoritmo.